Sabato 13 Marzo


Doppio concerto
Ivrea
Sala Santa Marta – piazza Santa Marta
ore 17,30
ingresso gratuito

BARBIERO-CANGINI
Massimo Barbiero : batteria e percussioni
Rossella Cangini : voce
Roberta Tirassa: danza
Presentazione cd “Denique Caleum” – Splash record

MAURIZIO BRUNOD e CLAUDIO LODATI – Reunion
Maurizio Brunod: chitarre
Claudio Lodati: chitarre

Introdurrà con la presentazione del suo nuovo libro:
Guido Michelone, Breve storia della musica jazz, Zedde Editore


Doppio concerto
Ivrea
Teatro Giacosa  – piazza del Teatro 1
ore 21.00
ingresso 15 euro

FLAVIO BOLTRO QUARTETTO ospite TILL BRÖNNER
Flavio Boltro: tromba
Till Bronner: tromba
Giovanni Mazzarino: pianoforte
Marco Micheli:contrabbasso
Francesco Sotgiu: batteria

Flavio Boltro

Uno dei più grandi trombettisti italiani, fa parte della scena jazzistica mondiale da più di 15 anni, si è “fatto le ossa” in Italia prima di esibirsi accanto a musicisti di grande levatura come Cedar Walton, Bob Berg, Don Cherry, Billy Hart e Billy Higgins. A partire dal 1990, ha partecipato a numerosi festival e tournée in veste di sideman di Freddie Hubbard e Jimmy Cobb. Artista brillante e versatile, Flavio Boltro ci rivela oggi le sue doti di compositore: ha infatti inciso nel 1999 il primo album a suo nome dal titolo “Road Runner”,  e nel 2002 il suo secondo album “40°” alla testa del suo quartetto. Entrambi i lavori sono stati pubblicati dalla prestigiosa etichetta Blue Note. Nell’ambito della sua attività concertistica, attualmente collabora tra gli altri anche con Michel Portal e Laurent De Wilde. Nel suo linguaggio emerge la tradizione della trombettismo jazzistico di fine anni ’50 e inizio anni ’60, trasformata dalla sensibilità attuale e aperta anche all’influsso di grandi maestri quali Louis Armstrong e Dizzy Gillespie. In sostanza, nel suo pensiero musicale, dal tratto assolutamente contemporaneo, emerge quel senso della storia del jazz che è tipico delle attuali generazioni di musicisti, nel suo caso sorretto da una competenza strumentistica formidabile, apprezzata anche da Wynton Marsalis, che cita Boltro nel novero dei trombettisti odierni degni di attenzione. Nato a Torino nel 1961, di solida formazione musicale, sia jazzistica sia accademica, a ventitre anni era già consacrato miglior nuovo talento del jazz nazionale dal referendum della critica della rivista specializzata Musica Jazz. Un riconoscimento che segnò l’avvio di un percorso che lo porterà dapprima nel gruppo jazz-fusion Lingomania, formazione di punta della scena italiana degli anni ’80, poi al fianco di prestigiosi musicisti americani, tra cui il sassofonista Steve Grossman.La sua affermazione internazionale giungerà però in terra francese, prima come membro dell’Orchestre National du Jazz diretta da Laurent Cugny, quindi come partner del pianista Michel Petrucciani nel sestetto di quest’ultimo, infine, come co-leader di un quintetto diretto insieme al sassofonista Stefano Di Battista, che resta il suo gruppo più conosciuto. In realtà, Boltro ha diretto altre formazioni di rilievo, per esempio il quartetto con Antonio Faraò, Paolino Dalla Porta e Manu Roche, attivo nei primi anni ‘90. Questo nuovo progetto vede al suo fianco musicisti con cui ha collaborato, in diversi contesti, innumerevoli volte, e con i quali può realizzare un’intesa empatica, congeniale al suo modo di esprimersi.

Till Bronner
Till Bronner è oggi considerato uno dei trombettisti più interessanti della scena jazz internazionale, ma definirlo semplicemente “il nuovo talento tedesco della tromba” è riduttivo, visto che ha venduto più dischi di qualunque altro musicista tedesco jazz. Ora suona ad altissimi livelli ed è ben noto nel circuito jazzistico newyorkese. Nato nel 1971 e cresciuto a Roma, Till si avvicina alla musica con il mito di Louis Armstrong e di Charlie Parker: “ascoltando per la prima volta Charlie Parker ho vissuto un’esperienza incredibile – racconta Bronner – quell’insieme di suoni era una cosa nuova per me. Avevo 13 anni e ho provato una sensazione quasi erotica. Ho pensato che fosse addirittura indecente. In quel momento la musica era per me come una donna.” Till proviene da una famiglia di musicisti. Gode di una formazione classica seguita dallo studio della tromba jazz all’Accademia di musica di Colonia, dove, dopo appena tre semestri convince il leader della RIAS-Tanzorchester de Berlino ad un’audizione, superando il suo primo ostacolo all’età di 20. Soltanto due anni più tardi, realizza “Generations of Jazz”, il suo debutto come band leader. Più tardi incide “German Songs”, il suo terzo album che contiene canzoni tratte da vecchi film tedeschi arrangiate per quartetto jazz e orchestra classica. Ma l’album che attira l’attenzione internazionale sulla sua musica è “Midnight”, un disco jazz-fusion, registrato con i grandi Dennis Chambers (batteria) and Michael Brecker (sax). La varietà stupefacente dei suoi stili musicali è prolungata con ” Love “, una registrazione dall’eleganza vellutata. Contemporaneamente prepara la produzione di ” Chattin’ with Chet “, e lavora per il Germany’s Grande Dame Hildegard Knef , producendo la loro ultima incisione, intitolata “17 Millimeter” (Warner Music). “La musica oggi – afferma Bronner – sembra essere diventata solo un autentico business. Se potessi, condurrei la vita tipica di un musicista: hotel-transfert-palcoscenico. Ma non mi preoccupo per questo. Io amo la musica, non i luoghi comuni.” Nonostante il successo, Till Bronner mantiene saldamente i piedi per terra e la sua musica è aperta a tutto, cosa per la quale ha raccolto qualche critica in passato: “non c’è alcuna necessità per me di rivoluzionare la musica – continua Bronner – poiché tutto è stato già fatto. Noi facciamo un concerto differente ogni sera. Ogni canzone suona in maniera diversa ogni concerto, gli assoli sono differenti. Questa per me è improvvisazione, ed è una cosa fondamentale, indipendentemente dal fatto che si tratti di jazz, di pop, di funk , di hip-hop o musica classica.” “That Summer”, la sua più recente incisione, esce nel mese di giugno del 2004, entrando nelle classifiche tedesche al 15° posto; il suo primo DVD, “A Night in Berlin”, è stato pubblicato nel mese di settembre del 2005. Il suo prossimo lavoro discografico, che avrà per titolo “Oceana” (Verve/ Universal), sarà pubblicato alla fine di aprile del 2006.

Giovanni Mazzarino
Pianista e compositore siciliano, è uno di quei musicisti capaci di operare una sottile regia dei gruppi nei quali suona, anche in virtù delle sue competenze di arrangiatore. Marco Micheli e Francesco Sotgiu formano da anni un tandem ritmico di grande musicalità, con il primo che abbina un solido swing alle aperture tipiche dei bassisti contemporanei, mentre il secondo propone un drumming che sa interagire e dialogare con gli altri strumentisti. Il repertorio è basato in gran parte su composizioni originali dello stesso leader, più un celebre evergreen.

Flavio Boltro

Till Brnner

TORINO JAZZ ORCHESTRA diretta da DUSKO GOYCOVICH
ospiti FRANCESCO CAFISO, FLAVIO BOLTRO e TILL BRÖNNER
Omaggio a Gianni Basso

Torino Jazz Orchestra
La Torino Jazz Orchestra rappresenta l’eredità artistica del grande maestro Gianni Basso, uno tra i massimi esponenti storici del jazz italiano. Gianni ha dedicato all’orchestra gran parte della sua attività a partire dai primi anni 80, periodo in cui lasciò la RAI per trasferirsi in Piemonte, sua terra d’origine, e dedicarsi alla sua nuova creatura artistica, la Gianni Basso big band. Dopo 15 anni di attività con questo nome, l’orchestra si trasforma, per volere del maestro, nella Torino Jazz Orchestra, con la finalità di diventare l’orchestra jazz rappresentativa e ufficiale di Torino e del Piemonte. La decisione viene presa nel 2006 durante le esibizioni per i XX Giochi Olimpici invernali di Torino e rappresenta fin da subito il lascito artistico del grande maestro al Piemonte. Nasce così la grande orchestra di jazz di questa regione, che Gianni continuerà a dirigere con grande passione fino al momento della sua scomparsa, nell’agosto 2009. La Torino Jazz Orchestra si è prodotta in concerto in alcuni  tra i principali eventi della recente vita cittadina: nel corso dei XX Giochi Olimpici Invernali, durante la cerimonia di chiusura dei Campionati Mondiali di Scherma e nella manifestazione cittadina organizzata in occasione del lancio della Nuova Fiat 500. La collaborazione con la Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino – con la quale nel 2007 ha accompagnato in due strepitosi concerti la vocalist Dee Dee Bridgewater, a cui hanno fatto seguito i concerti con i New York Voices del 2008 e con Uri Caine del 2009 – ha confermato la capacità dell’orchestra di imporsi come riferimento per il jazz piemontese e creare, nel contempo, sinergie con le principali istituzioni di musica classica  della regione. Dopo oltre vent’anni di attività come Gianni Basso Big Band, la Torino Jazz Orchestra consolida e istituzionalizza l’esperienza della compagine da cui deriva, fondata e diretta da una “leggenda” del jazz italiano.  Con l’attuale coordinamento direttivo di Fulvio Albano e la direzione di artisti ospiti come Dusko Gojkovic, arrangiatore ufficiale della band, la Torino Jazz Orchestra, grazie all’imprescindibile continuità della sua esperienza, è divenuta essenziale punto di riferimento per i migliori fra i musicisti di talento, per le istituzioni che vi possono attingere, nella certezza di programmi musicali di attestata qualità artistica, storia ed esperienza e, soprattutto, per il pubblico che manifesta sempre più vistosamente il suo interesse nei confronti del jazz più autentico, espressione privilegiata al di là delle mode e dei tempi.
Nel lungo curriculum della formazione spiccano le collaborazioni con Dusko Gojkovic – arrangiatore   ufficiale  della Band – Johnny  Griffin, Ernie Wilkins, Alvin  Queen, Tony  Scott, Erick   Klainshuster, Lee Konitz, George  Robert, Dado Moroni, Franco Cerri, Benny Bailey, Toots Thielemans, Slide Hampton, Adrienne  West, Lou  Blackburn, Jiggs Wigham, Tom Harrell, Dee Dee Bridgewater, The New York Voices, Uri Caine, Valery Ponomarev, Scott Hamilton e molti altri  ancora. Un’intensa, fortunata attività sintetizzabile in centinaia di concerti tra cui i festival JVC di Torino, CIAK di Milano, Versilia  Jazz, S.Anna Arresi, Salerno, Due Laghi Jazz Festival, Eurofestival  di Ivrea, Festival Jazz di Foggia, i Conservatori di Torino, di Milano, il Teatro Regio di Torino, senza contare le numerose trasmissioni   radiofoniche e televisive a cui ha preso parte. Da segnalare è anche l’attività discografica, iniziata  con  il fortunato LP “Miss Bo” del 1985 e completata dalla pubblicazione del Cd “Live featuring Slide Hampton”. Nel 2004 la Big Band è stata ospite del programma televisivo “Superquark” condotto dal celebre giornalista Piero Angela in onda su RAI 1.

I musicisti membri stabili della TJO sono:
direzione, arrangiamenti
Dusko Gojkovic
saxofoni
Claudio Chiara, Valerio Signetto, Fulvio Albano, Nicola Tonso, Helga Plankensteiner
tromboni
Luca Begonia, Stefano Calcagno, Danilo Moccia, Gianfranco Marchesi
trombe
Andrea Tofanelli, Giampaolo Casati, Fulvio Chiara, Luca Calabrese
pianoforte
Gianluca Tagliazucchi
contrabbasso
Aldo Zunino
batteria
Alfred Kramer

DUSKO GOYKOVICH
Nato nel 1931 a Jajce (Bosnia), Dusko Goykovich [tromba, flicorno, composizione] ha studiato presso la Music Academy di Belgrado dal 1948 al 1953. In questo primo periodo suona prevalentemente con jazz e dixie bands in sale da ballo ed occasionalmente per party d’ambasciata nella capitale. Quando diciottenne entra a far parte della Radio Big Band di Belgrado, è già considerato un giovane talento jazz molto preparato. Cinque anni più tardi Dusko si trasferisce in Germania dove diventa immediatamente uno tra i principali protagonisti nel mondo dei giovani jazzisti emergenti. Nel 1956 incide il suo primo album come membro della Frankfurt All-Stars. Dopo una breve parentesi trascorsa nella band di Monaco diretta da  Max Greger, Dusko rimane per quattro anni e mezzo con la band di Kurt Edelhagen, una tra le più importanti orchestre jazz d’Europa. Francy Boland, Claus Ogermann, Jerry van Rooyen e Rob Pronk sono gli arrangiatori che lavorano in quest periodo per Edelhagen. Oltre a ricoprire il ruolo di primo solista di tromba nell’orchestra, Dusko si esibisce al fianco di Stan Getz e Chet Baker. Non sorprende quindi che nel 1958 venga invitato a suonare nella Newport International Youth Band al Newport Jazz Festival. Gli altri componenti della Newport band erano Albert Mangelsdorff, Ronnie Ross, George Gruntz, e Gábor Szábo. In seguito alla sua partecipazione a Newport, la tromba di Dusko divenne molto popolare in Europa. Nel 1961 la Berklee School of Music offrì al trombettista ventinovenne una borsa di studio per composizione e arrangiamento a Boston dove Herb Pomeroy era insegnante. Dusko decise fermamente di completare il suo corso di studi e dovette a malincuore rifiutare le proposte che gli giungevano da Count Basie, Stan Kenton e Benny Goodman di unirsi alle loro orchestre.
Non appena terminati gli studi, pronto per rientrare in Germania, Dusko riceve una telefonata dal bandleader canadese Maynard Ferguson che gli offer il posto di Rolf Ericson, che si è appena unito all’orchestra di Ellington. Ovviamente, Dusko accetta. Ferguson, virtuoso trombettista lui stesso, lo vuole come seconda tromba solista e come arrangiatore. Quando la band di Ferguson si divise nel 1964, Dusko si unì all’orchestra di Woody Herman restandovi un anno. Il suo primo lavoro per  Herman diede a Dusko la fama internazionale. “Woody Herman mi incoraggiò molto,” ricorda Dusko. “Non solo accettò i miei arrangiamenti, ma li incise tutti.” In quello stesso anno Dusko e il tenorista Sal Nistico lasciarono la band di Herman. Dusko torna quindi in Europa per registrare la propria musica. Mal Waldron e Nathan Davis suonano nel suo sestetto incidendo l’album “Swinging Macedonia” (1966) che mette in risalto lo stile personale di Dusko, influenzato dalla musica Balcanica. In quegli anni Dusko – come membro di una selezione di artisti internazionali lavora con Miles Davis, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Clark Terry, Lee Konitz, Sonny Rollins, Phil Woods, Duke Jordan, Thad Jones-Mel Lewis, Slide Hampton e molti altri, continuando l’attività di arrangiatore per la Clarke-Boland Big Band che nel 1966 riunisce alcuni tra i migliori musicisti jazz residenti in Europa, tra i quali Benny Bailey, Idrees Sulieman, Johnny Griffin, Sahib Shihab, Jimmy Woode e Kenny Clarke. La CBBB fu probabilmente la più importante e raffinata orchestra jazz degli anni ’60. Dusko Goykovich ha scritto arrangiamenti per big band di tutte le sue composizioni e di molti brani standard. Moltissime orchestre europee hanno richiesto I suoi lavoi, tra cui la Dutch Skymasters e la NDR big band. A Monaco, città in cui si è stabilito a partire dal ’68,  Dusko forma subito un’orchestra, che vede tra I componenti Rolf Ericson, Palle Mikkelborg, Rudi Fuesers, Ack van Rooyen, Ferdinand Povel, e Frank St. Peter. Nel 1993, Dusko vice alcuni prestigiosi premi con il CD “Soul Connection” inciso con Tommy Flanagan, Jimmy Heath, Eddie Gomez e Mickey Roker. A questo lavoro segue ” Bebop City” con in evidenza il grande saxofonista Abraham Burton, Kenny Barron al pianoforte, Ray Drummond al contrabbasso e Alvin Queen alla batteria. Nel 1996 registra la sua musica con la big band, realizzando “Balkan Connection”.  Il 1997 vede l’uscita di due albums riuniti in un doppio CD: “Balkan Blue”, un altro successo nella sua carriera. Nel primo CD viene presentato un meraviglioso quintetto con il maestro italiano del sax Gianni Basso, mentre il secondo è un lavoro che vede la partecipazione della NDR Philharmonic con una sezione ritmica jazz e Dusko solista. Le sue composizioni furono arrangiate da Palle Mikkleborg che aveva già realizzato un lavoro simile per Miles Davis. Balkan Blue riporta la memoria in modo particolare a  Miles Davis e ai sui lavori con Gil Evans – una prestigiosa realizzazione d’arte contemporanea.

Discografia di  Dusko Goykovich
Belgrade Blues / Dusko Goykovich (Radio-Tele Beograd)
The Golden Eight / Kenny Clarke-Francy Bolard And Co. (Blue Note)
What’s New ? / Gil Cuppini Quintet Vol.2 (Right Tempo Classics)
Swinging Macedonia / Dusko Goykovich (Enja)
Live At The Domicile / Dusko Goykovich (Session)
It’s About Blues Time / Dusko Goykovich (Ensayo)
Ten To Two Blues / Dusko Goykovich (Ensayo)
After Hours / Dusko Goykovich (Enja)
Slavic Mood / Dusko Goykovich (Vista)
After A Long Time / Dusko Goykovich & Joe Haider Quintet (EGO)
Ashanti / Alvin Queen (Nilva)
A Day In Holland / Alvin Queen – Dusko Goykovich (Sound Hills)
Blues For Red / Larry Vuckovich (Hot House Records)
Celebration/Dusko Goykovich (DIW)
London By Night / Nathan Davis (DIW)
Soul Connection / Dusko Goykovich (Enja)
Sunrise In St. Petersburg / Harold Ruschenbaum & “Priwjet” (Pro Jazz)
Bebop City / Dusko Goykovich (Enja)

Torino Jazz Orchestra

Cafiso

A seguire

LOREREI TRIO
Chiaverano
Caos Pub – corso Zuffo 10
ore 23.30 /24.30

Loris Deval, chitarra
Giorgio Fiorini, basso
AlbertoOcchiena, vibes

Bookmark and Share